Alessandro Cruto

L’ennesima eccellenza torinese passata in sordina.

Dopo mesi, ho deciso di riprendere il mio piccolo blog ripartendo proprio da uno dei personaggi che più mi sta a cuore sin dai tempi dell’università; Alessandro Cruto.

Pensate ad un Europa prossima alla Belle Époque, pensate ad una Torino Liberty, elegante ma ruggente e piena di innovazioni… pensate a come, in questa società, la “luce” abbia avuto un ruolo principale, intesa proprio come moderna illuminazione artificiale per migliorare la vita in ogni suo aspettp e posta come conditio sine qua non per l’avvio del nuovo tessuto industriale.

Galvanizzato dalle lezioni del celebre Galileo Ferraris, Alessandro Cruto un giovane inventore torinese, sperimentò nel laboratorio di fisica dell’Università di Torino e raggiunse l’obiettivo di produrre una lampadina funzionante il 4 marzo 1880, cinque mesi dopo Edison, scienziato a cui, viene riconosciuta l’invenzione della lampada ad incandescenza.

Anche se – e una piccola cattiveria va detta – lo scopo iniziale del Cruto, una volta capita la natura a base di carbonio della graffite e del diamante, era quello di riuscire ad ottenere dei diamanti, dimostrando che nullum malum quod prorsus omni utilitate careat.

Cruto, superando i progressi degli esperimenti compiuti da Thomas Edison, elaborò, allora, una tesi alla ricerca di un filamento adatto alla sua lampada elettrica, inventando con i pochi mezzi a disposizione un filamento di grafite adatto per le lampade elettriche ad incandescenza.

I filamenti delle lampadine elettriche di Edison erano costituiti perlopiù da bambù carbonizzato, elemento troppo fragile che, oltre a compromettere il rendimento, non permetteva una vita utile apprezzabile delle lampadine, le quali dopo poche ore di funzionamento erano irrimediabilmente danneggiate e quindi da cambiare.

La lampadina di Cruto con il filamento in carbonio si dimostrò da subito molto più efficace e durevole con una luce più bianca di quella giallastra di Edison, con una tecnologia che, persiste tutt’oggi, superata solo dalla moderna invenzione dei LED.

Spinto dal successo ottenuto dall’Esposizione di Elettricità di Monaco di Baviera del 1882 e dall’Esposizione Nazionale di Torino del 1884, Cruto aprì ad Alpignano, nel 1886, una fabbrica chiamata “Dora” per la produzione su scala internazionale delle lampadine da lui inventate. L’industria, in seguito a numerosi passaggi di proprietà e un fallimento, venne rilevata dalla Philips nel 1927.

Questa è l’ennesima eccellenza made in Turin passata inosservata e sconosciuta ai più; quando, invece, sarebbe giusto considerarla come merita di essere considera, ossia come una delle invenzioni che più ha contribuito allo sviluppo tecnologico e umano.

Va inoltre segnalato che la stessa azienda, avviò anche una produzione di auto elettriche, anticipando l’attuale industria automobilistica di circa un secolo su idee di mobilità con di sviluppo e di sostenibilità.

Grazie per la lettura!

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