Distanza Sociale

Ho più volte sottolineato come il termine esatto sia distanza fisica e non sociale, ad oggi la situazione è, in effetti, di chiara distanza sociale.

Chi ha lo stipendio garantito non ha paura di alcuna limitazione, fino al lockdown totale. Ma molti altri sono disposti a sacrificare la salute per il lavoro; parole forti, ma non una novità in Italia; dall’Ilva a molti cantieri, dallo stress non fisico ma psicologico di molti uffici, fino allo sfruttamento dei riders per le consegne.

O ti ammali ma lavori, o preservi la salute ma non lavori. Vecchia Storia, sempre nuovo schifo.

Serve quindi limitare i bar ed i ristoranti alle 18? No, non serve, specie se i mezzi pubblici sono pieno come carri bestiame e senza nessun controllo sulle DPI (mascherine).

La seconda ondata era matematicamente e storicamente prevista, con modelli che hanno anticipato con una precisione spaventosa i dati odierni…del tutto ignorati. Sono stati elargiti bonus a cazzo, senza mezzi termini; bonus monopattino, bonus vacanze o bonus Smart TV per citarne alcuni. C’era tutto il tempo per pensare a riforme strutturali e concrete. Potenziamento terapie intensive, acquisto di tamponi rapidi e potenziamento infrastrutturale per il TPL. La scuola? Gestita malissimo! Quanti soldi sono stati pesi per quegli inutili banchi con le rotelle?

Quindi che fare?

Una soluzione immediata potrebbe essere quella del telelavoro, come a marzo e, se serve, in misura più massiccia, didattica a distanza per licei o scuole superiori e università, orari flessibili per tutti in modo da decongestionare i mezzi pubblici, sempre più causa di trasmissione del virus. Non piace a nessuno affrontare lo studio o il lavoro da dietro un computer, ma serve per evitare chiusure ancora più pesanti e diminuire i contagi in maniera concreta.

Le proteste sono più che lecite, ma dobbiamo fare attenzione nel farle fisicamente in piazza, c’è un rischio concreto di assembramento e quindi di contagio. Le violenze, le violenze alle FFOO sono indecenti.

Facciamo ora valere il motto “andrà tutto bene”, perché i virus, le malattie, oggi come in ogni momento storico hanno un inizio ma anche una fine.

Pierfrancesco Bianca

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