
Kant diceva che si può giudicare il cuore di un uomo dal modo in cui tratta gli animali, infatti l’attenzione e l’amore che dimostriamo ci eleva sicuramente moralmente, ma troppo spesso assistiamo a maltrattamenti di vario genere e non sappiamo come intervenire, restando attoniti e impotenti.
Ho pensato di pubblicare un piccolo ma utile vademecum scritto da chi meglio che altri conosce come agire. Margherita Settimo è una guarda ecozoofila dell’associazione OIPA e ha scritto questo articolo per informare i cittadini di quali strumenti la legge mette a disposizione per punire i maltrattamenti.
“Nelle case degli italiani vivono 60 milioni e 400 mila animali domestici, di cui 7,5 milioni sono gatti,
7 milioni cani, ben 30 milioni sono pesci, di uccelli se ne contano 13 milioni e i restanti 3 milioni
sono piccoli mammiferi e rettili (decimo rapporto Assalco-Zoomark 2019).
Nella maggior parte dei
casi, sono meravigliosamente accuditi e amati dalle loro famiglie, ma quando ciò non avviene,
l’essere umano può recare loro grave danno e dolore sbagliando per ignoranza o perchè persegue
vecchie credenze che ritiene ancora giuste e attuali o, peggio, se agisce con “crudeltà o senza
necessità”, (CP art. 544-bis o ter).
Spesso le persone, di fronte ad un cane lasciato ore su un
balcone, o chiuso in auto al sole, o ingiuriato, picchiato violentemente, si domandano come fare
ad andargli in soccorso o a chi rivolgersi per segnalare la situazione di cui sono state testimoni.
L’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), nel 2013, in concerto con tutte le Associazioni
della Federazione del Cuore, ha inviato a tutti gli 7.982 comuni italiani un fac-simile di
regolamento tutela animali, in modo da invitare i rispettivi sindaci a normare la convivenza tra
uomo e animale d’affezione, soprattutto nei centri urbani.
Il Comune di Torino, città da cui scrivo,
ha il Regolamento 320/2006: “Per la tutela ed il benessere degli animali in città” ove sono
deliberate disposizioni ben precise riguardo le condizioni in cui un animale deve essere tenuto in
ambiente domestico. L’art. 9, comma 5, ad esempio, vieta di “tenere permanentemente animali
su terrazze o balconi senza possibilità alcuna di accesso all’interno dell’abitazione e di
integrazione con il nucleo famigliare”. Dunque un cane, sempre solo su un balcone, si configura
come un animale maltrattato. Il maltrattamento di un animale va inteso in due modi, entrambi
perseguibili penalmente: è reato provocare gravi lesioni (art. 544 ter CP), ma è anche reato
detenere un animale in “condizioni incompatibili con la propria natura” (art 727, comma 2, CP). In
entrambi i casi la violazione comporta sanzioni pecuniarie o, addirittura, la reclusione.
La legge parte dal presupposto che un animale è un essere senziente (2007, Trattato di Lisbona: il
trattato che definisce i valori, gli obiettivi e le regole di funzionamento dell’Unione Europea). Da
essere senziente l’animale, come l’uomo, prova emozioni, patisce dolore fisico, necessita di
socializzare, e ha il diritto di vivere al meglio (come il pesce rosso, ad esempio, che esige, da
etologia, una casa adeguata: la tradizionale boccia di vetro è persino vietata dal Regolamento
320, così come vietati sono tutti gli acquari sferici).
Per questi motivi chi decide di tenere un
animale con sé, deve saperne sulla sua educazione, sul suo benessere fisico ed etologico, e sulle
regole di uno stare in società che sia rispettoso e consapevole. Si ricorda in merito che la legge
obbliga a microchippare il proprio cane e che la raccolta delle deiezioni da parte del proprietario è
un dovere civile previsto dal Regolamento Comunale.
La presenza di gatti urbani avvistati dalla strada è un altro argomento di accese discussioni. Non
tutti forse sanno ancora che, dal 1991, i gatti forastici sono tutelati dalle Autorità Amministrative
competenti quali il Comune e il Servizio Veterinario dell’ASL. E sono registrati, presso il Comune,
come colonie feline seguite da Associazioni incaricate, quali ENPA (Ente Nazionale Protezione
Animali), Le Sfigatte, La Lega Italiana per la Difesa del Gatto, ecc. che si preoccupano di garantire
loro sterilizzazione, mantenimento e benessere dell’habitat.
Queste sono le normative. E c’è chi è incaricato a farle rispettare, grazie alle segnalazioni dei
comuni cittadini. In qualsiasi caso si riscontrasse un presunto maltrattamento, o si riconoscessero
circostanze sospette, è la Polizia Municipale che dev’essere contattata per prima, obbligata per
legge ad intervenire, secondo DM Interno 23 marzo 2007. Il pronto intervento, di competenza
delle forze dell’ordine, è affiancato dal lavoro delle Guardie Ecozoofile, volontari specializzati
dotati di decreto prefettizio che, a seguito di un ordine di servizio, verificano le segnalazioni che
chiunque può compilare via modulo sul sito delle Associazioni dotate di nuclei attivi quali, ad
esempio, ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali) ed OIPA (Organizzazione Internazionale
Protezione Animali).
Una crudeltà a cui si invita la cittadinanza a prestare attenzione è la detenzione illegale nella
vendita di aragoste e crostacei vivi tenuti sul ghiaccio: pratica ormai vietata perchè procura
l’agonia di una morte lenta, è da segnalare come caso di maltrattamento”
Di Margherita Settimo